Cenni
storici :
Centro risalente al III secolo a.C., fu governato
fin dal 932 dai Canonici del Duomo di Lucca, che lo ricevettero
dal Re Ugo e dal figlio Lotario.
I canonici esercitarono il proprio potare fino al XVIII secolo,
anche se nel 1270 dovettero scendere a patti con una parte di
cittadinanza che aveva dato vita ad istituzioni comunali.
I canonici mantennero il potere di nomina del podestà e degli
altri ufficiali, mentre il comune si assunse compiti di polizia e
di bassa giurisdizione.
Nel 1869 raggiunse l'autonomia tramite il distaccamento di 12
frazioni dal comune di Viareggio.
Oggi
Oggi Massarosa è una cittadina che si affaccia direttamente sulla sponda est del lago di massaciuccoli, lago tanto caro a Giacomo Puccini, dove si possono fare escursioni con piccole barche. Percorsi in collina portano a borghi qui costruiti e sentieri che, percorrendo vecchie strade, attraversano le colline che sovrastano la città. Legata soprattutto all'agricoltura, Massarosa è anche un grosso centro artigianale e industriale legato soprattutto alla produzione di olio e lavorazioni in pelle. Nel territorio si svolgono anche due grandi manifestazioni culturali di carattere musicale; una alla Pieve a Elici,
l'altra a Corsanico. Dal punto di vista turistico, Massarosa punta su una vacanza rilassante legata alla natura,visto che ci sono aziende di agriturismo, ed alla storia, legata soprattutto alle meraviglie del lago.
Le Terme di
Massaciuccoli
Massaciuccoli...LeTerme.
Nel primo paese si trovano i resti di una villa e di terme
romane, chiamate "Buche di Nerone". Queste rovine (di cui restano
un pavimento a mosaico e alcuni manufatti) rappresentano una
conferma dell'interesse che aveva la nobiltà romana per questi
luoghi. Massaciuccoli è un paesino ricco di resti di edifici
romani (domus e terme): è piuttosto conosciuto in Lucchesia ma
conta pochi abitanti ed ha un’aria pigra, come assorto in un
certo abbandono.
Da lassù, se il cielo, è sereno si può apprezzare il panorama e
il paesaggio in tutta la sua bellezza.
Sulla piazza principale, esiste una scorciatoia nascosta tra gli
olivi che porta sull’altura dove si trova la chiesa del paese con
sotto gli scavi. La zona versiliese in epoca preromana era
paludosa, lagunare e piena di laghi costieri fino a Massa. Era
una zona di approdo per i mercanti dell’Etruria che poi
proseguivano sulla costa ligure fino a Marsiglia.
Questa zona era di approvvigionamento e commercializzazione anche
per la vicinanza del marmo che, contrariamente a quanto si
pensava, era già usato in questi secoli. Nel IV secolo cambiò la
situazione: i romani, volendo conquistare questo territorio,
spinsero i liguri sulle alpi Apuane mentre gli etruschi dalle
coste si spostarono all’interno della penisola sulle colline.
Nel III - II secolo i liguri si scontrarono con i romani e
perdendo vennero deportati nel Sannio ma alcuni nuclei
accettarono di sottomettersi a Roma.
E’ nel II secolo che i romani fondarono Luni sulla riva sinistra
del Magra che comprendeva fino a Capezzano Chiavone per
controllare la zona.
Con la conquista, i romani bonificarono il territorio e
costruirono delle strade di collegamento sulle quali si trovavano
anche delle taverne per i passanti dove potevano rifocillarsi e
riposarsi. Tra questi ne ricordiamo solo due: "Ad tabernas
frigidas " a Massa e "Ad fossas papirianas " probabilmente a Massaciuccoli.
La villa era in principio costituita da una parte residenziale e
una lasciata alla coltivazione degli olivi e vigneti. Più tardi
però, con la crisi dell’agricoltura, i Romani la trasformarono in
un’abitazione dove vivere. In seguito tra l’età neroniana e
flavia il tutto divenne un complesso termale di proprietà della
famiglia "Venuleia".
Questo complesso era formato da mattoni di laterizio industriale:
infatti esistevano delle fabbriche che li producevano in forme
standard triangolari. Il muro era costituito da questi mattoni
con la punta rivolta verso l’interno, ma alla base c’erano delle
pietre che servivano da sostegno.
Le terme erano costituite da una serie di vasche. Quelle che
contenevano acqua fredda e tiepida, chiamate rispettivamente "frigidarium"
e "tiepidarium", avevano le pareti di coccio-pesto in modo da
renderle impermeabili, per il pavimento, invece, era usato il
marmo. Le vasche d’acqua calda, "calidarium", erano
sostanzialmente uguali a quelle precedentemente descritte con la
sola differenza che sotto di esse c’era una particolare
struttura. Infatti sotto la base della vasca c’erano dei pilastri
dai quali passava l’aria calda che veniva riscaldata tramite dei
forni in cui gli schiavi bruciavano la legna. Nelle pareti
correvano dei tubi di terracotta che servivano per portare il
calore verso l’alto. La suddetta struttura era molto più grande
di quella di cui abbiamo testimonianza infatti gran parte è
ricoperta da coltivazioni di ulivi.
Numeri utili :
A.C.I.: v.veneto 35 tel. 82242
Capitaneria: di porto v.spinetti 4 tel. 89826
Carabinieri: v.provinciale tel. 86111 / 89013
Comune: p.marconi 1 tel. 2801
Polizia di stato: v.cellini 36 tel. 75401
Poste Italiane: p.garibaldi tel. 89231
A.P.T. Versilia: v.franceschi 8 tel. 80091
A.S.L. Versilia: tel. 7381
Croce Verde: v.risorgimento 1 tel. 84013 / 89039
Misericordia: v.p.i. da carrara 32 tel. 752133
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